Medici con il Camper in Albania - Fondazione Nikolaos

Medici con il Camper in Albania

15 Luglio 2019

Medici con il camper

Missione in Albania per i dottori baresi di «Medici con il camper», il progetto della Fondazione Nikolaos e della Prof. Nicola Damiani onlus che assicura assistenza socio-sanitaria a coloro che vivono in condizione di grave marginalità e di bisogno. Quest’estate, supportati dall’associazione La Pietra Scartata di Bitritto e in collaborazione con la comunità dei Frati cappuccini di Santa Fara, i medici in pensione che prestano servizio volontario sul camper hanno visitato per una settimana la zona di Scutari, al nord dell’Albania, fermandosi nel villaggio di Nenshat. «In quattro giorni, fermandoci in quattro posti diversi, abbiamo garantito assistenza sanitaria gratuita a più di 120 cittadini, per lo più persone in condizione di grave povertà o appartenenti alle comunità rom della zona», racconta Enzo Limosano, chirurgo vascolare che, insieme alla ginecologa Emanuella De Palma, ha fatto parte della delegazione barese in servizio in Albania. «Laddove possibile, abbiamo distribuito farmaci e preso contatti con le associazioni ecclesiastiche e laiche che lavorano nella zona». L’immagine dell’Albania turistica, delle spiagge bellissime con resort di lusso, sembra essere molto lontana da queste zone. «C’è una differenza enorme raccontano infatti – fra la costa albanese e l’entroterra. Effettivamente, le zone costiere sono molto cambiate, sono piene di turisti attirati dai luoghi molto belli e dai prezzi decisamente concorrenziali. Ma la zona che abbiamo visitato noi con il nostro camper è una zona in cui ci sono ancora sacche di povertà molto ampie e gli amici albanesi che abbiamo incontrato ci hanno detto che, nelle zone montuose, la situazione è ancora più difficile e i presidi sanitari praticamente non esistono». Ed è proprio in queste zone più dimenticate che brilla di più l’impegno e il lavoro dei volontari. «Nella zona di Scutari abbiamo conosciuto suor Vera che da sola gestisce un ambulatorio di vulnologia e cura ogni giorno decine e decine di piaghe e lesioni della pelle di ogni tipo». Con suor Vera, i «Medici con il camper» hanno già avviato una collaborazione «per il momento, solo attraverso consulenze on line». Ma non si tratta dell’unico progetto in cantiere. «Grazie a questo primo viaggio e ai contatti che ne sono nati, è maturata l’idea di aprire un ambulatorio chirurgico in una struttura gestita dai Cavalieri di Malta proprio vicino a Scutari. Per il momento, è un sogno nel cassetto, poi… chissà». Tornati dall’Albania, i «Medici con il camper» hanno ripreso la loro attività di volontariato nella zone dei ghetti, in Capitanata. «Con il nostro camper garantiamo assistenza sanitaria ai lavoratori stagionali che vivono nella zona di Cerignola e che, proprio in questo periodo, sono impegnati nella raccolta dei pomodori. Ci sono situazioni molto eterogenee, con ghetti più o meno attrezzati e altri insediamenti in cui la qualità della vita è davvero pessima». I volontari, in tutto 7, sono in servizio anche a Bari, «nei campi rom di Santa Candida, a Poggiofranco, dove le condizioni di vita sono davvero dure, e nel campo rom di Japigia dove l’intervento del Comune garantisce situazioni migliori. Per entrambe le comunità, riscontriamo non poche difficoltà d’accesso all’assistenza sanitaria pubblica che è garantita solo ai minori. Per gli adulti, invece, dobbiamo arrangiarci».