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“Medici con il Camper” per controllare anziani e persone in difficoltà con l’emergenza Covid-19

“Medici con il Camper” per controllare anziani e persone in difficoltà con l’emergenza Covid-19

06 Aprile 2020

Medici con il camper

6 aprile 2020,  presso ex-CTO di Bari, si è svolta l’esercitazione di “vestizione” dei medici volontari coordinati dal Comune di Bari e dall’Assessorato al Welfare nell’ambito del progetto solidale “Medici per il Welfare”. Il progetto, fortemente voluto e organizzato dall’amministrazione comunale con “Fondazione Nikolaos” e  la “Onlus Professor Nicola Damiani” promotori del progetto “Medici con il Camper”, parte da un appello rivolto al mondo dei medici in rete con la Asl Bari che ha trovato notevole riscontro  da volontari,  e  in particolare la cooperativa di medici “Mediterranea”.

L’iniziativa, è mirata alla sorveglianza e al monitoraggio delle categorie più fragili della cittadinanza, prevede l’attività di medici a bordo di un camper attrezzato sia per interventi di controllo delle condizioni sanitarie di persone in difficoltà e anziani.

“In queste ore sono tante le adesioni pervenute da parte di professionisti e cittadini – spiega il sindaco di Bari, Antonio Decaro – e, grazie alle donazioni da parte di imprenditori privati di dispositivi di protezione, oggi possono partire le attività sul campo che si affiancheranno al servizio di counselling telefonico che si sta rivelando in questi giorni fondamentale per tantissime persone.

“Per questa nuova attività socio-sanitaria di supporto alle persone più fragili – commenta l’assessore al Welfare Francesca Bottalico –  insieme alla fornitura di dispositivi individuali ad alta protezione abbiamo previsto anche una copertura assicurativa ad hoc dei medici impegnati. Siamo grati a tutti i professionisti  che hanno scelto di lavorare al nostro fianco in prima linea sul territorio cittadino.

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Nuova chiamata alla solidarietà: dai medici con il Camper e dal Comune di Bari l’appello a collaborare.

Nuova chiamata alla solidarietà: dai medici con il Camper e dal Comune di Bari l’appello a collaborare.

28 Marzo 2020

Altri eventi

Medici con il camper, un progetto della Onlus Nikolaos professor Nicola Damiani e della Fondazione Nikolaos, già operativo da tempo nel sistema del welfare sanitario, in questi giorni, a fronte della situazione emergenziale che l’intero Paese sta affrontando, ha avviato una più stretta collaborazione con assessorato al Welfare del Comune di Bari, la Caritas, l’AIDM e la CIF, con l’obiettivo di offrire le proprie competenze e il proprio sostegno a tutti i cittadini che si trovano in situazioni di difficoltà e di disagio legate all’emergenza sanitaria e sociale in corso.
L’associazione di medici, guidata dal dott. Enzo Limosano, insieme all’amministrazione comunale intende costituire una task force di operatori medici e paramedici che possa offrire un servizio di counselling telefonico rivolto a tutte le persone che in questo momento hanno bisogno di aiuto e sostegno qualificato.
Per raggiungere questo obiettivo, il sindaco Antonio Decaro lancia un appello a tutti gli operatori sanitari che potrebbero essere d’aiuto a chi è a casa alle prese con la malattia. “In questo momento ognuno deve fare la sua parte, e siccome sappiamo che l’intero sistema socio-sanitario e tutti i medici e gli operatori in corsia sono stremati dalle urgenze, abbiamo pensato con l’associazione Medici con il camper di costituire questo gruppo di medici volontari che possono occuparsi di chi è a casa in isolamento – spiega il sindaco Decaro -. In queste settimane ci siamo resi conto che uno degli effetti collaterali più feroci di questo virus è il panico da isolamento. Ci sono tante persone che hanno contratto il virus ma fortunatamente possono gestire i sintomi da casa e non hanno bisogno di cure ospedaliere. A queste persone però c’è bisogno di offrire un sostegno psicologico o medico che non può essere richiesto agli operatori impegnati in corsia o lasciato esclusivamente nelle mani dei medici di base che in questo momento sono oberati di richieste. Ognuno deve fare la propria parte per uscire tutti insieme da questa epidemia che ci condanna all’isolamento ma che può farci riscoprire anche la voglia e la forza di aiutarci gli uni con gli altri. L’associazione da oggi accetterà le disponibilità volontarie dei medici e dei sanitari che vorranno partecipare offrendo la propria professionalità per delle consulenze esclusivamente telefoniche”.

“Tutti noi possiamo dare una mano in questa situazione complicata – spiega il dott. Enzo Limosano – e il ruolo di noi medici, anche chi è lontano dalla prima linea, può, nelle seconde linee, proprio aiutare loro, i nostri colleghi che sono impegnati nella cura di chi sta lottando tra la vita e la morte. Per questo ci siamo attivati insieme al Comune per costituire questo gruppo, a cui spero vorranno partecipare tanti medici, perché un parola in più nei confronti di un paziente che sta a casa da solo o di chi è in difficoltà e non riesce a contattare il proprio medico di fiducia, può fare la differenza cercando di guidare le sue azioni ed evitando che la solitudine e la paura possano determinare situazioni di rischio per se stesso e per gli altri. L’attività di consulenza sarà effettuata solo telefonicamente, attraverso una turnazione che serva a coprire tutte le giornate. In questo momento tutti medici devono scendere in campo per giocare uniti questa partita, dentro e fuori le corsie degli ospedali”.

Per i medici e il personale sanitario interessati ad offrire il proprio contributo è possibile contattare la Fondazione Nikolaos al numero:

379 1441669, ogni giorno dalle ore 9:00 alle ore 13:00.

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Fondazione Nikolaos per “Le Strade di San Nicola”

Fondazione Nikolaos per “Le Strade di San Nicola”

04 Marzo 2020

Altri eventi

Il 12 Aprile 2020 è il giorno di Pasqua, perciò entro venerdì 10 Aprile 2020 è possibile prenotare le nostre deliziose uova di Pasqua.

In vista della Pasqua, la Fondazione Nikolaos, partner della federazione  “Le Strade di San Nicola” sostiene il progetto AIUTACI AD AIUTARE.

Con una donazione minima di 10 euro, potrai acquistare il tuo uovo di Pasqua al latte o fondente e aiutare dodici Onlus a realizzare i propri progetti.

Clicca qui per leggere tutti i dettagli sulla federazione Le Strade di San Nicola e su tutte le iniziative di solidarietà.

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VIII edizione del Premio “Puglia a Tavola”

VIII edizione del Premio “Puglia a Tavola”

03 Febbraio 2020

Puglia a tavola

La creatività tipicamente pugliese che si mescola con le eccellenze del mondo, giovani aspiranti chef, ancora impegnati a compiere il proprio corso di studi che si misurano con una sala affollata e con un pubblico selezionatissimo e molto esigente. Ecco gli ingredienti di “Puglia a Tavola”, giunto all’ottava edizione che in occasione della serata di Gala del 30 gennaio 2020 ha visto ancora insieme la Fondazione Nikolaos e lo storico Istituto Alberghiero «Armando Perotti» di Bari.

Un menu originale e interamente ispirato a «Gli anni ’20» (a un secolo dal Futurismo) ha entusiasmato gli ospiti durante il galà dedicato alle eccellenze dell’enogastronomia locale.  La serata, presentata dalla giornalista Patrizia Camassa, è stata occasione per l’assegnazione degli annuali Premi «Puglia a Tavola», che hanno visto protagonisti di questa ottava edizione tre chef pugliesi meritevoli di aver contribuito, con la propria passione e con il proprio lavoro, alla valorizzazione dell’eccellenza enogastronomica della Puglia.

Sono stati premiati gli chef Teresa Buongiorno del ristorante «Già sotto l’arco» di CarovignoAntonio Scalera del ristorante «La Bul» di Bari e il giovane chef Giovanni Lorusso del ristorante «31.10 Osteria Lorusso» di Bisceglie. Premi speciali a Mauro Sciancalepore, (che ha cucinato durante un evento organizzato in Kazakistan dalla Fondazione Nikolaos)  e lo chef Antonio De Rosa, docente anche dell’Istituto Perotti.

Questo evento vuole rimarcare il valore culturale dei prodotti gastronomici mediterranei, ritenendoli veri e propri beni culturali e sottolineando come la qualità rappresenti allo stato attuale l’unica strada da seguire, per valorizzare le produzioni pugliesi oltre i confini nazionali.

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Incontro alla mostra-convegno tra docenti italiani e russi “Luoghi e memorie 1943-1945”

Incontro alla mostra-convegno tra docenti italiani e russi “Luoghi e memorie 1943-1945”

12 Dicembre 2019

Russian Events

E’ un cammino lungo migliaia di chilometri quello che unisce Bari a Mosca e che da Mosca torna in Puglia fermandosi a Bari. Questa è stata la finalità della mostra-convegno “Luoghi e memorie 1943-1945”, promossa dalla Fondazione Nikolaos e la Società di storia della Russia (R.I.O.), in collaborazione con la direzione del comitato “Dante Alighieri” di Mosca svoltasi all’Archivio di Stato di Bari e che ha visto nella sua giornata inaugurale di ieri un’affluenza di più di 500 persone (tra cui molti studenti, per denotare il grande interesse all’argomento).

Il taglio del nastro inaugurale fatto a otto mani dal Console Onorario della Federazione Russa a Bari, Michele Bollettieri e del Presidente della Fondazione Nikolaos, Vito Giordano Cardone,
Rosa Maria Capozzi, Responsabile della Biblioteca e dell’Archivio dell’Area di Ricerca del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bari oltre all’ospitale Antonella Pompilio, Direttore Archivio di Stato di Bari, ha dato avvio alla sessione dei lavori.

L’evento, articolato in due sezioni, “Soldati e partigiani sovietici nella resistenza italiana” e “Bari, 2 dicembre 1943” ha suscitato non poco interesse, rendendo questo convegno di rilevanza internazionale soprattutto per le novità che sono state introdotte durante le sessioni dai relatori, infatti sono stati presentati documenti e ricerche di notevole interesse storico creando un ponte virtuale di collegamento tra la Puglia e la Russia che sicuramente ha posto le basi per un progetto di collaborazione futuro.

Altro argomento caro al convegno è stato quello della memoria

La memoria infatti, può essere paragonata a un enorme magazzino all’interno del quale l’individuo può conservare tracce della propria esperienza passata, cui attingere per riuscire ad affrontare situazioni di vita presente e futura. Tale archivio non ha caratteristiche statiche e passive ma può essere definito come un costruttore attivo di rappresentazioni sul mondo In tal senso, la memoria e’ considerata ricostruttiva e non riproduttiva nella sua modalità di funzionamento.

Si stima che furono circa 5.000 le persone di origine russa che parteciparono alla Resistenza italiana, nella maggior parte russi ma anche georgiani, tartari e di altre etnie dell’URSS. In tutta Europa si aggiravano circa 15.000 persone che portavano un aiuto volontario alla resistenza dei vari paesi europei contro le degenerazioni del nazifascismo e per questo motivo sono stati chiamati resistenza migrante”.

La mostra evidenzia il ruolo svolto dalla città di Bari non solo sotto il profilo militare ma soprattutto dal punto di vista civile, perché la Puglia e Bari rappresentarono le prime aree libere dell’intera Europa, ancora sottoposte al controllo del fascismo e del nazismo”.

Con la mostra  Soldati e  Partigiani sovietici nella Resistenza Italiana, si vuole ricordare il valore dell’esperienza partigiana ed il contributo che i partigiani sovietici diedero nell’organizzazione della Resistenza nel nord Italia e nella creazione della Repubblica partigiana di Montefiorino. Alcuni fra i più noti patrioti sovietici che parteciparono alla Resistenza furono Fedor Poletaev Nicholatos Brawlers, Daniel Avdeev, Fore Mosulishvili, che ricevettero dall’Italia, per l’impresa sul campo di battaglia, una medaglia d’oro al valor militare. Eccellenti i relatori come Konstantin Pevnev componente del consiglio di Società della Storia di Russia, Natalya Nikishkina, Presidente del Comitato Dante Alighieri di Mosca; Massimo Eccli, Autore di “Partigiani sovietici in Italia” e Professore  presso la Biblioteca Statale Russa di Mosca e la dott.ssa Giorgia Cutino, PhD, Cultore della materia e Ricercatrice Fondazione Nikolaos, “Soldati e partigiani sovietici a Bari: una ricerca in itinere”.

Il secondo approfondimento al convegno è toccato all’attacco del  2 dicembre 1943 nel porto di Bari per la sua vastità è stato definito da molti storici come la seconda Pearl Harbour della storia. L’attacco arrivò inaspettato intorno alle 7 di sera. Al comando dell’Autorità Portuale c’erano gli inglesi che ritenevano improbabile un attacco da parte dei tedeschi. In un lampo 105 bombardieri provenienti dai Balcani sorvolarono la città. L’aviazione tedesca sganciò alcune bombe sul centro abitato e poi puntò alle navi ancorate nel porto. Centinaia di bombe precipitarono sulle navi ancorate, molte presero fuoco, alcune scoppiarono ed il fumo prodotto strinse in una morsa il centro di Bari. 17 navi mercantili furono colpite, morirono migliaia di persone tra militari e civili. Molti tra questi furono uccisi anche dall’iprite, gas tossico contenuto in una delle navi inesplose. Per ricordare quei tragici avvenimenti, in questa mostra sono stati riproposti i tragici fatti accaduti in quello che fu definito il più grave disastro chimico della Seconda Guerra Mondiale.

 

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